Il Design For Six Sigma (DFSS) puo’ essere visto come una teoria che lega aree differenti della conoscenza non necessariamente ingegneristiche e che aspira ad elaborare dei progetti di nuovi processi o prodotti che siano ottimali in termini di piena soddisfazione dei requisiti del Cliente finale.

Il termine “Six Sigma”, proprio come si specchia nella ben nota metodologia Lean Six Sigma nell’ambito del miglioramento di processi e prodotti esistenti, nel contesto del DFSS è definito come il livello al quale cosiddette possibili vulnerabilità concettuali o operazionali di prodotto dette anche Critical to Quality o Critical to Satisfaction (CTQ o CTS) sono rese minimali a livello di progetto (frequenza di accadimento da 2 parti su miliardo a 3,4 parti su milione a seconda del tipo di processo o prodotto preso in considerazione).

Il DFSS in particolare si basa su particolari metodologie di progetto, quali lo Axiomatic Design e la Teoria per la Soluzione Inventiva dei Problemi (comunemente identificata con TRIZ), e su un ampio spettro di strumenti statistici quantitativi (e.g. Test delle Ipotesi) o qualitativi (e.g. DFMEA) che permettano, partendo da valutazioni anche in forma di misure empiriche e valutazioni sul campo delle richieste del Cliente (VOC, Voice Of the Customer) e prototipazioni o simulazioni di processo o di prodotto tramite approcci quali il Design Of Experiment (DOE) o il Taguchi Method, di realizzare esemplari che mostrino di essere “progettati correttamente subito” (“design it right the first time”) rendendo esigue le possibilità di ritornare su questi dopo la relativa messa in produzione. Resta quindi chiaro l’approccio puramente “proattivo” del DFSS contro l’approccio “reattivo” (firefighting) non metodologicamente strutturato nella progettazione.